Se siete fan del documentario naturalistico non potete non conoscere David Attenborough. Il divulgatore scientifico più famoso dell’Inghilterra presta la voce a un documentario diviso in episodi, già disponibile su Oculus TV, ma di cui ho visto le prime tre puntate durante quest’edizione della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Chiaramente nella sezione Venice Immersive, e fuori concorso.
Parliamo di un documentario a 180 gradi e tre gradi di libertà che mischia riprese reali a elementi 3D in maniera inaspettatamente inedita. Nonostante la forma non sia proprio quella della realtà virtuale più all’avanguardia, il lavoro sugli shot in macro e ad altissima frequenza di fotogrammi riescono a stupire, facendoci riscoprire il più classico dei documentari naturalistici attraverso una veste parzialmente inedita.
Si parla di evoluzione nei cieli, a partire da milioni di anni fa fino ad arrivare a oggi, tra mosche, creature ormai lontane e gufi della notte. È un racconto interessante e presentato con il solito trasporto irresistibile di Attenborough, che non raggiunge vette straordinarie – forse ottenibili oggi soltanto attraverso un’esperienza roomscale a sei gradi di libertà – ma che fa decisamente il suo nel traslare un certo tipo di documentario popolare dentro alla realtà virtuale.
Forse David Attenborough’s Conquest of the Skies è più vicino al cinema 3D che alla VR per come siamo abituati a intenderla, ma per una serata tranquilla alla scoperta degli elementi più straordinari del nostro pianeta va più che bene.
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