Varjo Technologies, una startup con sede a Helsinki nota per il suo display definito “a risoluzione umana”, destinato ai visori VR, oggi ha annunciato di aver chiuso un finanziamento round A (ovvero inteso per finalizzare un prodotto prossimo alla commercializzazione) da 8.2 milioni di dollari.
Il finanziamento è guidato dal fondo di venture capital Europeo “EQT Ventures Fund”, seguito da Lifeline Ventures Fund III, The Venture Reality Fund, l’investitore privato John Lindfors, Foobar Technologies, Presence Capital Fund I, Bragiel Bros I, e Sisu Game Ventures.
Con il principale obbiettivo di produrre un proprio visore che ospiti quello che Varjo chiama un “display bionico”, l’azienda afferma che gli utenti professionali inizieranno a ricevere prodotti VR/AR/XR a marchio Varjo alla fine del quarto trimestre del 2017.
“Varjo sta passando rapidamente da startup a fornitore globale per il miglior visore VR/AR della categoria” – ha dichiarato Urho Konttori, CEO e fondatore di Varjo Technologies – “Ora stiamo portando la ricerca che abbiamo fatto in passato nella fase di sviluppo del prodotto e siamo molto lieti di raggiungere questo obiettivo grazie alla collaborazione con EQT Ventures.“.
Varjo chiama il loro prototipo “20|20”, dicendo che è specificamente progettato per gli utenti professionali e con una risoluzione più di 70 volte superiore a qualsiasi display attualmente in vendita o preannunciato.
Il display dovrebbe essere basato su un Sony MicroOLED con diagonale da 0,7 pollici e 3000 pixel per pollice di risoluzione. Per confronto visori come Oculus Rift o HTC Vive hanno circa 460 pixel per pollice (PPI). Il principale problema di questi microdisplay è che in genere non forniscono un campo visivo abbastanza ampio per le applicazioni VR, ma Varjo dice che il loro imminente visore fornirà un FOV (campo visivo) di 100 gradi, che è solo di poco inferiore ai 110 gradi di un HTC Vive.
L’azienda per il momento è restia a rilasciare qualsiasi altra specifica tecnica riguardo al loro visore.
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