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Pimax Super Micro-OLED: il modulo definitivo per chi vuole il massimo

Quando Pimax ha annunciato il Pimax Super assieme ai suoi moduli intercambiabili ho da subito focalizzato il mio interesse sulla versione Micro-OLED. La VR è fatta di immersività e, come i primi visori oled ci hanno insegnato, potersi perdere dentro colori accesi, neri profondi e contrasti infiniti può fare tutta la differenza del mondo. Dieci anni fa il team di Pimax faceva i primi passi nella VR con il Pimax 4K, ora invece presenta il massimo della tecnologia possibile e immaginabile. Vediamo assieme fin dove li ha portati questo percorso.

Andiamo con ordine. Il modulo Micro-OLED si affianca agli altri tre già disponibili per il Pimax Crystal Super: il 50PPD, il 57PPD e l’UltraWide. Come sempre, il display è lo stesso, ma cambiano le lenti, la resa angolare e la gestione del campo visivo. In questo caso ci troviamo davanti a un modulo che punta tutto sulla qualità dell’immagine: colori, neri, contrasto e nitidezza. Ed è chiaro come, per certi versi, siamo davanti al picco tecnologico più alto raggiungibile oggi dalla VR.

I pannelli sono Sony Micro-OLED con risoluzione 3840×3552 e in pre-warp qui andiamo a renderizzare 5424×5356 per occhio. Parliamo quindi di una risoluzione a metà tra il 57ppd e il 50ppd che abbiamo già approfondito, e distribuita su un FOV quasi a metà tra i due. Questo significa che la nitidezza percepita è leggermente più alta del 50ppd, ma l’assenza totale di mura o artefatti rende l’immagine la più “pura” che si possa vedere in VR nativamente con un cavo collegato.

Qui non si tratta di vedere più pixel: si tratta di avere un’immagine che finalmente non sembra più retroilluminata ma con neri puri. Il contrasto è così elevato da sembrare quasi HDR e i colori sono così vividi che in VR difficilmente potrete dire di aver visto di meglio.

Per chi gioca spesso a titoli o scenari in notturna, è semplicemente il miglior modulo che possa pensare di usare. Il cielo blu di giorno ha più profondità. Le luci dell’abitacolo di notte non si perdono nel grigio del pannello retroilluminato. E nei giochi in cui la notte o il buio sono parte del gameplay non potrete più farne a meno.

Il rendering in pre-warp richiesto, secondo HMDQ e le impostazioni di Pimax Play al 100%, si aggira attorno ai 5424×5356 per occhio. Questo vuol dire circa 11.000 pixel da gestire in orizzontale e una GPU all’altezza è ovviamente necessaria. Con una RTX 5090 siamo relativamente tranquilli, ma anche GPU di fascia inferiore possono reggerlo sfruttando bene il DFR (Dynamic Foveated Rendering), che in questo modulo funziona bene nei giochi con motore grafico non troppo complessi.

Per quantoil FOV Pimax dichiara 116° orizzontali, ma come sappiamo bene il valore effettivo dipende dalla interfaccia facciale usata, dalla forma del viso e dalla distanza dalle lenti. Con un’interfaccia sottile sono riuscito a misurare circa 112°. Con una più spessa si scende attorno ai 108°. Verticalmente invece non c’è nulla di speciale da riportare: a occhio siamo in linea con gli altri moduli del Super.

La resa visiva, però, è nettamente superiore. In giochi ad alto contrasto, lì dove un QLED o LCD tendeva a “sbiadire” o perdere dettaglio nelle ombre, qui l’immagine resta leggibile. Gli oggetti non sbiadiscono nel nero, ma sono immersi in esso.

Un esempio pratico è con Project Cars, nelle gare notturne: quando il sole cala dietro l’orizzonte e l’abitacolo si illumina appena, tutto mantiene dettaglio e profondità. I riflessi sui pannelli, le luci spia: tutto restituisce una sensazione di presenza più profonda.

C’è inoltre un altro vantaggio il modulo Micro-OLED ha anche un ottimo binocular overlap tra tutti i moduli finora testati. Questo significa che, anche con un FOV un po’ più stretto, la sensazione tridimensionale dell’immagine è più marcata, il che torna utile in tutti i tipi di giochi.

Detto questo, non è un modulo perfetto. Il glare c’è ed è più visibile in certe situazioni, soprattutto con fonti luminose intense ai bordi inferiori. Non è costante, ma se siete particolarmente sensibili potrebbe darvi fastidio. Inoltre, la natura stessa del Micro-OLED porta con sé un lieve fringing colorato ai bordi, percepibile soprattutto su fondi bianchi. Non disturba in gioco, ma in certi titoli con alcune UI molto chiare potrebbe comparire.

Dal punto di vista del comfort siamo sulle stesse sensazioni di qualunque altro modulo del Crystal Super. Tuttavia, casualmente solo con il modulo OLED, che spegne totalmente il pannello durante i neri profondi delle schermate di caricamento, mi sono accorto che una piccola luce filtra dalle griglie. È evidente che questa luce filtrasse anche prima, ma solo con il pannello OLED è più facile accorgersene.

Come già sapevate dalle specifiche, anche questo modulo OLED è dotato di eye tracking, che ci aiuta nel posizionamento della pupilla per stabilizzare l’IPD e migliorare l’immagine alleggerendo il carico nei giochi che supportano correttamente questa funzione. Pensandoci, alla fine la qualità visiva di questo visore è un po’ il test bench di quello che sarà il Dream Air, che rivoluzionerà tantissimi aspetti di quello che è stato il marchio di fabbrica di Pimax, mantenendo però altissima la qualità visiva.

Il prezzo totale del visore è attorno ai 2200 dollari, oppure 1200 dollari per il solo modulo ottico. Ma potrete avere un piccolo sconto dai link referenziati sotto.

Quello che è interessante, però, è che non solo avrete enormi benefici nelle scene buie, ma ho trovato il modulo decisamente piacevole anche nei giochi con ambientazioni luminose, grazie al contrasto elevato. Se avete acquistato una TV OLED di nuova generazione e prima avevate un buon televisore LCD, la differenza è come dal giorno alla notte: difficilmente si torna indietro. Anche qui la differenza si farà sentire e, nonostante i compromessi, sarà difficile accontentarsi di un modulo LCD, a meno che non siate alla ricerca dei 120 Hz o di un FOV estremamente più ampio.

Il modulo, come già detto, monta delle Concave View pancake lenses in vetro che, per via della forma — come succede anche su Apple Vision Pro — creano un po’ di glare ma ci sono meno distorsioni rispetto alle asferiche montate su altri visori.

Per qualche motivo che non mi so spiegare, il modulo è un po’ più leggero degli altri. Non saprei perché questo avvenga, ma è sicuramente un punto a suo favore. E per chi se lo stesse chiedendo, il mura presente in altri visori OLED di vecchia generazione qui ovviamente non è presente.

La versione che ho provato è quella con tracciamento inside-out, sufficiente per tanti giochi ma non per quelli più frenetici che richiedono i controller. Se avessi avuto a disposizione il faceplate che supporta le base station, probabilmente lo avrei usato così.

Per quanto riguarda le specifiche tecniche, come detto, il visore si inserisce tra i suoi fratelli maggiori e minori con 116° di FOV orizzontale, come riporta HMDQ, e la risoluzione al 100% per occhio riportata da Steam è attorno a 5424×5356, superiore al modulo 57PPD ma inferiore al 50PPD e all’UltraWide. Dato che sapete quanto io tenda a prediligere profili che richiedono poca distorsione in pre-warp per restare alti con il frame rate, qui è stato fatto il possibile e ovviamente l’OLED fa il resto per convincermi che questo è il modulo con cui intendo giocare praticamente sempre.

Quando ho finito Hellblade: Senua in VR, ormai quasi due anni fa, aspettavo fortemente la possibilità di rigiocare tutte le parti buie nelle caverne, perché sapevo che con un modulo OLED mi avrebbero fatto emozionare ancora di più. L’occhio si sarebbe perso nell’infinito del buio profondo, guidato solo dalle pochissime parti luminose che circondavano Senua.

Ma anche le tantissime gare che ho fatto in Project Cars, il mio personale gioco di guida preferito di tutti i tempi, non vedevo l’ora di ripercorrere i Gran Premi notturni. E potete credermi: le immagini che vedete non rendono giustizia a quello che si vede dentro il visore. Anche i pannelli pubblicitari lungo il tracciato, nella notte nera, illuminano con un contrasto molto simile a quello che succede nella realtà.

Il benchmark definitivo l’ho trovato con la serie Lone Echo: i neri diventano davvero profondi, abbassando la luminosità generale percepita e trasformandosi quasi in un ostacolo aggiuntivo, perché diventa più complesso gestire le interazioni nelle zone non illuminate risultando totalmente buie.

Insomma, non c’è bisogno che vi faccia la lista di tutti i giochi conosciuti e non con cui troverete piacere a riesplorare in VR con il modulo Micro-OLED, ma sappiate che, se potete permettervelo, ne vale sicuramente la pena.

Il modulo Micro-OLED è acquistabile separatamente ed è compatibile con il corpo del Crystal Super. Lo potete trovare sul sito ufficiale. Come sempre vi ricordo che stiamo parlando di hardware enthusiast, per una nicchia precisa di utenti che cercano il massimo della resa visiva.

Quindi, lo consiglio? Per me, assolutamente sì, a patto di sapere cosa state cercando. Se il vostro obiettivo è il massimo della leggibilità, del contrasto, della fedeltà cromatica e della sensazione di presenza, questo è il modulo da avere. Soprattutto se avete uno o più televisori OLED in casa e sapete bene che, per certi giochi, il pannello OLED può fare la differenza in termini di immersività.

Se invece volete massimizzare le prestazioni, magari su una 5080, o cercate il massimo FOV per giochi più arcade o movimentati, allora forse il 57PPD resta ancora la scelta migliore, a meno di non voler giocare a tutti i costi a 120 Hz nei vostri titoli preferiti: in quel caso il Pimax Crystal Light resta la scelta obbligata.

Io personalmente, al momento, terrò il modulo per un bel po’. So già che più lo si usa e più ci si abitua ai neri profondi, che faranno storcere il naso quando, per un motivo o per un altro, dovrò tornare a utilizzare un visore con pannello LCD.

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Pimax Crystal Super: https://shorturl.at/JmhUQ
Pimax Dream Air: https://shorturl.at/tVSHy
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Michael «Jshodan» Mighela

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