Nevrosa Escape: recensione e video recensione

A inizio 2017 spuntò dalla Russia Nevrosa: Prelude, un piccolo titolo gratuito sviluppato dalla neonata SH GexagonVR. Attraverso un buon uso del roomscale, quest’ultimo fu uno dei primi a proporre l’esperienza delle escape room anche in realtà virtuale, con risultati dignitosi. Nonostante la scarsissima durata, quest’introduzione all’immaginario che verrà poi approfondito nel capitolo successivo presentava una buona atmosfera, un ottimo utilizzo dell’engine grafico e trovate di gameplay originali. Esce quindi dopo quasi un anno Nevrosa: Escape, esperienza più completa ambientata nello stesso universo narrativo.

Nevrosa: Escape mantiene dunque inalterato il concept dell’escape room in un ambiente roomscale, aggiungendo elementi di gameplay interessanti ma accennati, complice una durata complessiva che si aggira dalle parti dell’ora piena. Tuttavia il titolo viene venduto ad un prezzo budget piuttosto onesto e ciò che offre non è cosa da tutti.

Nonostante una scrittura non particolarmente brillante ed un’orrenda traduzione in italiano, Nevrosa: Escape riesce a mantenere un gusto e un’identità personale da cui fuoriesce una splendida atmosfera. A metà tra il gotico e un retrogusto da art deco, l’esordio di GexagonVR riesce ad avvolgere il giocatore all’interno di un universo malato ma elegante che ricorda quasi l’immaginario di Lovecraft. Il titolo inizerà nelle stanze del protagonista, dalle quali – dopo aver risolto un piccolo puzzle introduttivo – verremo catapultati all’interno di uno strano studio pieno di enigmi. Qui si svolgerà praticamente tutta l’avventura di Nevrosa. Tra una sezione e l’altra dell’enorme stanza andremo a risolvere pian piano tutti i rompicapi presenti, con sporadici passaggi a sezioni più action che andranno a bilanciare un rimo altrimenti più ragionato.

Il genere di riferimento è chiaramente quello dell’horror, ma GexagonVR decide di evitare la semplice strada dei jumpscare. Nonostante il gioco non faccia mai davvero paura, riesce nel complesso compito di instaurare un leggero timore costante dall’inizio alla fine, grazie anche ad un buon sound design e ad un commento musicale di ottima fattura.

I puzzle sono ben scritti ed eseguiti discretamente; mai molto difficili ma spesso stimolanti, complice anche un cambio di meccaniche continuo, senza ricicli di sorta. C’è da dire che su Oculus Rift la situazione tracking non lo rende perfettamente fruibile. Questo perché alcuni oggetti saranno posizionati ad altezza terra in quelli che potrebbero essere i punti ciechi della stanza, ma se avete a disposizione uno spazio di almeno 2×1,5 il tutto risulterà comunque accettabile. C’è poi anche qualche problema di compenetrazione poligonale, sia in relazione agli oggetti con cui andremo ad interagire e sia tra elementi dello scenario ed NPC.

Tuttavia Nevrosa: Escape può tranquillamente esser definito un’esperienza godibile. Alcuni aspetti un po’ grezzi ne rivelano la natura indipendente, ma se vi piacciono le escape room, l’atmosfera gotica vi affascina e avete uno spazio di gioco soddisfacente potete tenere tranquillamente in considerazione l’esordio di GexagonVR. Ah, ultima cosa: astenersi aracnofobici.

Nevrosa: Escape è disponibile dal 22 Dicembre 2017 su Steam, compatibile con HTC Vive, Oculus Rift e WMR.






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Alessandro Redaelli

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