Tra i limiti più noti degli attuali visori VR quello del display è uno dei più penalizzanti e forse anche quello con il più ampio margine di miglioramento. Un recente brevetto depositato da LG si propone di mitigare in parte uno dei più temuti: l’effetto screen-door
Il brevetto, pubblicato la settimana scorsa, illustra in dettaglio un display “in grado di alleviare un effetto screen-door”, migliorando così la qualità dell’ immagine all’interno del visore VR.
L’ effetto screen-door si riferisce alla possibilità di vedere gli spazi tra i pixel nel display di un visore VR, che viene ingrandito dalla coppia di lenti con cui lo osserviamo. Display ad alta risoluzione con una maggiore densità di pixel possono migliorare su questo problema; un’immagine 4K sarà molto più definita di, per esempio, quella mostrata nel display 1080p di PlayStation VR, anche se pure così non avremmo ancora raggiunto un’immagine di qualità “retina”, cioè in cui non si percepisce nessun componente del display.
L’idea di LG non è nuovissima, almeno concettualmente, il brevetto descrive un elemento a luce diffusa collocato tra il display e le lenti. Lo schema farebbe pensare ad un sistema di micro-lenti che abbracciano tanto il pixel quanto la zona non luminosa che funge da intelaiatura, diffondendo la luce in modo che si sovrapponga alla parte non luminosa.
La precisione con cui un sistema del genere viene implementato fa la differenza, un raggio di diffusione troppo basso lascerebbe visibili le parti non luminose, causa dello screen-door, un raggio di diffusione troppo ampio per contro renderebbe l’immagine sfuocata.
Qualunque cosa LG stia progettando è possibile che questo design sarà implementato nel suo nuovo visore SteamVR, recentemente riapparso al Korean VR Festival dopo essere stato mostrato sei mesi fa.
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